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 Tecnologie e invenzioni navali

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Il Conte di Montecristo.
 
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MessaggioTitolo: Tecnologie e invenzioni navali   Mar 20 Set 2011 - 20:48

LA RUOTA A PALE CONTRO L'ELICA


Nel 1845 l'Ammiragliato britannico indisse una gara per stabilire, una volta per tutte, se fosse più potente la ruota a pale o il propussore ad elica. Una fregata a ruote, l'Alecto, aveva una gemella ancora in cantiere, la Rattler, la quale fu in tutta fretta modificata per incorporare un propulsore a elica. Le due navi, munite di motrici a 200 hp, erano identiche, a parte il solo sistema di propulsione; dopo il collaudo, furono sottoposte ad una serie di esperimenti e la Rattler si dimostrò superiore. La prova finale ebbe luogo il 3 Aprile 1845: le due navi vennero legate insieme, poppa contro poppa, ed ebbero l'ordine di procedere a tutta forza in direzione opposta. all'inizio non accadde nulla, poi lentamente la Rattler prese ad avanzare e alla fine riuscì a trascinare da poppa l'Acleto, alla velocità di due nodi.

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Il Conte di Montecristo
 
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MessaggioTitolo: Re: Tecnologie e invenzioni navali   Lun 16 Gen 2012 - 21:48

LA NAVE VICHINGA


Poichè i vichingi seppellivano i più importanti capi militari con le loro navi, sui disegni e sulla struttura di esse possediamo informazioni molto più esaurienti che per qualsiasi altra imbarcazione della stessa epoca. Grazie poi, alla tradizione vichinga di riportare gli episodi quotidiani nella forma poetica della ballata epica, le testimonianze storiche e anetoddiche sono numerose.

La nave di Oseberg, ritrovata presso Tonsberg, in Norvegia, nel 1904, è una delle più antiche (risale all'anno 800 d.c.) navi seporcrali venute sinora alla luce: decorata a intaglio su prua e poppa, non è probabile che fosse una nave da guerra perchè, dati i soli 21.50 m di lunghezza, sarebbe stata troppo piccola; è più verosimile che si trattasse diun'imbarcazione per cerimonie o da diporto.


nave di Oseberg

La nave di Gokstad, dissepolata nel 1880, presso la fattoria omonima vicina alla cittadina norvegese di Sandefjord, è posteriore di cerca un secolo, ma presenta poche differenza di progetto e di esecuzione come l'altra realizzata interamente in legno di quercia e ha le ruote di prua e di poppa, come pure la chiglia, ricavate ciascuna da un unico tronco. La nave di Gogstad, lunga 23.30 m, mostra sedici corsi di fasciame sovrapposto per ogni lato; i pezzi, congiunti tra loro mediante ribaltini di ferro, sono fissati alle ordinate; lo scafo veniva reso stagno mediante calafataggio con pece e corda incatramata. Il pescaggio era di appena 82 cm, corrispondenti ad un dislocamento di appena 30 t (meno della metà di quello di un'imbarcazione romana delle stesse dimensioni). Possiede un solo albero, che non è stato ritrovato intero, ma si valuta che fosse alto 12 m e montasse una sola vela quadra. E' noto che le "navi lunghe" più recenti portavano un beitass cioè un pennone che veniva usato per fissare avanti il bordo sopravvento della vela quadra e permettere alla nave di avenzare contro vento; ma non sembra che quella di Gokstad fosse attrezzata con un dispositivo del genere. Per raccogliere i remi, le falchette avevano sedici fori su ciascun lato; i remi che sono stati tritrovati eranolunghi 5.3 m e, quindi, potevano essere manovrati da uno o due vogatori: non è certo che questi sedessero du panche oppure su cassette. Dodici anni dopo il ritrovamentodella nave di Gokstad, i norvegesi ne costruirono una copia e la fecero navigare fino a Chicago in occsione dell' Esposizione Mondiale del 1893; l'imbarcazione attraversò l'oceano in 28 giorni, raggiungendo talvolta gli 11 nodi sotto vela, e dimostrò un'ottima tenuta del mare.


nave di Gokstad

Dalla poesia epica si evince però che le navi funebri, pur essendo costruite con la stessa tecnica, non erano vere navi lunghe; i drakkar (draghi) infatti, avevano una lunghezza doppia (anche se erano più larghi di appena un metro circa al centro) e un equipaggio di oltre 200 uomini, molti dei quali impegnati ai remi.

Tra le più famose navi lunghe vi furono la Ox del re Olaf Harraldsson e la Ormen Lange di Olaf Tryggevesson. Quest'ultima, come narra la saga si re Olaf, era la migliore tra tutte le navi norvegesi, costruita a bassissimo costo da un capo carpentiere di nome Torberg. Era lunga 34 "rum" (rum si definiva la distanza tra due bagli del ponte sufficientemente larga perchè un rematore potesse sedervi) e pertanto la nave doveva contare 68 remi, ciascuno con 2,3 e persino 4 vogatori,quando necessario. Con un equipaggio del genere, probabilmente poteva superare la velocità di 7 nodi sulle brevi distanze. La saga dice ancheche la nave era lunga 74 "ell" (purtroppo sembra che questa unità di misura fosse piuttosto variablie; la stima più probabile è che l'imbarcazione avesse una lunghezza al galleggiamento pari a circa 45 m).

La nave pescava probabilmente poco più di un metro e mezzo, anche a pieno carico; pertanto sarebbe stata in grado di penetrare per lunghi tratti nell'entroterra, risalendo fiumi anche modesti e provocando il terrore degli abitanti di città e borghi lontani da mare, comePArigi, che fu attaccata ripetutamente dai vichinghi.

A differenza delle navi di Gokstad e di Oseberg, probabilmente i drakkar come la Ormen Lange, erano parzialmente ponatati a prua e a poppa. L'armamento vichingo a lunga portata comprendeva frecce, giavellotti e pietre da lanciare o fa cadere sulle navi nemiche, tuttavia l'assalto con tali armi costituiva soltanto il preludio della battaglia vera e propria, che avveniva corpo a corpo: un certo numero di imbarcazioni veniva legato insieme con funi per formare piattaforme da combattimento che gli uomini cercavano di abbordare e conquistare; nel frattempo le navi rimaste isolate si spostavano intorno al perimetro della piattaforma, colpendo dove potevano.



modellino del drakkar Ormen Lange
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